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Il Coordinamento Rifiuti Zero Toscana Costa si è costituito circa 2 mesi fa e raccoglie molti comitati ed associazioni delle province di Massa-Carrara, Lucca, Pisa e Livorno che aderiscono alla campagna internazionale "Rifiuti Zero entro il 2020".
In Italia la campagna è organizzata dalla Rete Nazionale Rifiuti Zero ed ha visto la prima adesione di diversi comuni (Capannori, Acerra, Aviano, Carbonia) mentre a livello internazionale sono molte anche le grandi città che hanno aderito a questa strategia (S.Francisco, Buenos Aires, Camberra, Oakland,ecc.) dimostrando che l'obiettivo Rifiuti Zero non è utopia ma una realtà concreta e perseguibile.
La prima azione concreta che i comitati del Coordinamento Rifiuti Zero stanno intraprendendo è volta a richiedere con forza che tutti i comuni della nostra ATO spingano in avanti le raccolte differenziate adottando la strategia della raccolta "porta a porta" che è l'unica che possa permettere ai comuni di mettersi in regola con le percentuali minime di raccolta differenziata previste dall'attuale legislazione italiana. Il Decreto Legislativo 152/06 prevede infatti all'articolo 205 che tutti i comuni raggiungano almeno il 45% di raccolta differenziata entro il 31 dicembre 2008.
L'obbligo non è solo formale dal momento che i comuni che non lo rispetteranno avranno un aggravio del 20% sulla tariffa di smaltimento dei rifiuti indifferenziati e perciò i cittadini di molti comuni del nostro territorio rischiano di vedersi penalizzati a causa di amministrazioni inadempienti agli obblighi di legge.
Per questo motivo i comitati locali aderenti al Coordinamento stanno per far partire precise lettere-diffida alle amministrazioni comunali domandando ai sindaci cosa intendono fare per incrementare le raccolte differenziate e mettersi in regola con la legge. E' chiaro infatti che, in mancanza di precise risposte ed interventi, i cittadini dei comuni inadempienti potrebbero ricorrere all'autoriduzione della tariffa pagata per lo smaltimento rifiuti rifiutandosi di pagare un aggravio che non dipende da loro ma dall'inefficienza dei comuni e delle aziende che non riescono a rispettare i limiti imposti dalla legge.
Ciò è tanto più vero oggi in Toscana poiché le amministrazioni in difficoltà ad adeguare le proprie strategie di Raccolta Differenziata possono ricorrere fino a tutto il 2010 a finanziamenti regionali per l'incremento delle raccolte differenziate pari a quasi 23 milioni di euro (1.906.219 euro a Livorno, 3.955.212 euro a Pisa, 2.115.591 euro a Lucca, 1.091.361 euro a Massa Carrara).
Le amministrazioni comunali non hanno quindi nessuna scusa per non mettersi in regola.
Il coordinamento vuole anche rispondere brevemente all'assessore regionale all'ambiente Bramerini che parla a sproposito di "emergenza rifiuti alle porte" per la Toscana per evocare la necessità di realizzare nuovi termovalorizzatori dimenticando che se davvero emergenza si prospettasse la risposta più efficace ed immediata non può che essere la riduzione dei rifiuti e la Raccolta Differenziata (come gli esempi di Capannori, Porcari, Villa Basilica, Montespertoli e Vaiano dimostrano). L'assessore dimentica poi di fare autocritica trascurando di dire che la Raccolta Differenziata in Toscana è ferma al 31/32%. A meno che l'intento della Regione Toscana non sia solo quello di spingere i grandi impianti inquinanti le strade da battere per il futuro sono ben altre.
Il Coordinamento Rifiuti-Zero Toscana Costa |